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Basilica di San Giovanni in Laterano
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La mwkqBasilica di San Giovanni in Laterano (nome completo mwkgmwkwArcibasilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Lateranocite-ref-sitobasilica-7-0[7]; mwmain latino mwmqArchibasilica Sanctissimi Salvatoris et Sanctorum Ioannis Baptistae et Ioannis Evangelistae in Laterano) è la mwmgcattedrale di Roma, nel Rione Monti, e in quanto tale ha il ruolo di mwmwchiesa madre della mwnadiocesi di Roma.

È la prima delle quattro mwngbasiliche papali maggiori e la più antica e importante basilica d'Occidentecite-ref-paginavatican-8-0[8].

Sita sul mwpacolle mwpqCelio, la basilica è la rappresentazione materiale della mwpgSanta Sede, che ha qui la sua residenza.

La basilica e il vasto complesso circostante (comprendente il mwqaPalazzo Pontificio del Laterano, il mwqqPalazzo dei Canonici, il mwqgPontificio Seminario Romano Maggiore e la mwqwPontificia Università Lateranense) godono dei privilegi di mwraextraterritorialità riconosciuti dalla Repubblica Italiana alla Santa Sede, che pertanto ne ha la piena ed esclusiva mwrqgiurisdizione.

La denominazione ufficiale è "mwrwArcibasilica Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano"cite-ref-sitobasilica-7-1[7]. mwtaPapa Silvestro I, nel IV secolo, la mwtqdedicò al Santissimo Salvatore; poi mwtgpapa Sergio III, nel IX secolo, aggiunse la dedica a San Giovanni Battista; infine mwtwpapa Lucio II, nel XII secolo, incluse anche mwuaSan Giovanni Evangelistacite-ref-sitobasilica-7-2[7].

È detta "arcibasilica" perché è la più importante delle mwvgquattro basiliche papali maggioricite-ref-9[9]; più precisamente, ha il titolo onorifico di mwwwOmnium Urbis et Orbis Ecclesiarum Mater et Caput, ovvero Madre e Capo di tutte le Chiese della Città e del Mondocite-ref-10[10]. È detta infine "in Laterano", o "lateranense": mwyaLateranus era un mwyqcognomen della mwygmwywgens Claudiacite-ref-11[11], e nella zona dove sorse la basilica si trovavano dei possedimenti (mwaamwaqhorti) di quella famiglia.

Contents

Storia
Origini
Omaggi
Note

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Storia

Origini

All'inizio del IV secolo, l'area orientale del colle Celio era di proprietà dell'antica famiglia dei Laterani. Su di essa avevano edificato un palazzo.

Il terreno e il palazzo che vi sorgeva pervennero all'mweaimperatore mweqCostantino quando questi sposò nel 307 la sua seconda moglie, mwegFausta, figlia dell'ex-imperatore mwewMassimiano. La residenza era dunque nota, a quell'epoca, con il nome di mwfamwfqDomus Faustae. Oltre alla mwfgDomus Faustae, nell'area erano stati edificati i mwfwmwgaCastra Nova dove alloggiava il corpo degli mwgqmwggequites singulares. Nel 312 gli mwgwequites singulares combatterono al fianco di mwhaMassenzio contro Costantino, risultando sconfitti nella mwhqbattaglia di Ponte Milvio.

La tradizione cristiana aulica fa risalire la vittoria di Costantino a una visione premonitrice che, nel motto mwhwmwiain hoc signo vinces, avrebbe spinto l'Imperatore a dipingere il simbolo cristiano della mwiqcroce sugli scudi dei propri soldati. Vittorioso, Costantino sciolse il corpo degli mwigequites singulares e donò, in segno di gratitudine a mwiwCristo, gli antichi terreni e la residenza dei Laterani al mwjavescovo di Roma mwjqMilziade (310-314). Sul luogo degli antichi mwjgCastra venne edificata dunque la primitiva basilica, consacrata da Milziade al mwjwRedentore, all'indomani dell'mwkaeditto di Milano dell'anno 313 che concesse la libertà di culto in tutto l'impero.

La mwkgdedicazione ufficiale della basilica al mwkwSantissimo Salvatore fu compiuta però da mwlapapa Silvestro I nel 324, che dichiarò la chiesa e l'annesso mwlqPalazzo del Laterano mwlgDomus Dei ("casa di Dio").

Età paleocristiana: la prima basilica

La leggenda aurea di Costantino e papa Silvestro

Una famosa e popolare Legenda Aurea narrata nel Trecento da Jacopo da Varagine racconta in un altro modo la storia della fondazione della basilica, intitolando la donazione costantiniana a papa Silvestro I.

Pare che Costantino fosse stato colpito da lebbra, nel 313, ma si rifiutasse di sacrificare i bambini il cui sangue, secondo i medici, lo avrebbe guarito. Costantino avrebbe dunque sognato due sconosciuti di nome Pietro e Paolo, che lo esortarono a mandare a cercare un eremita di nome Silvestro, che con i suoi compagni si era sottratto alle persecuzioni anticristiane in una grotta del monte Soratte, il quale avrebbe saputo guarirlo.

Costantino, che aveva scambiato i due santi per dei, mandò a chiamare Silvestro, che, arrivato, gli mostrò due ritratti degli apostoli Pietro e Paolo, nei quali l'imperatore riconobbe i suoi "dei" del sogno. Allora Silvestro impose all'imperatore di liberare i cristiani carcerati e digiunare una settimana, poi lo immerse nel fonte battesimale e l'imperatore ne uscì guarito.

Costantino dedicò allora gli otto giorni successivi a produrre leggi sulla cristianizzazione di Roma e sull'istituzione della potestà dei vescovi e della Chiesa.

Poi, l'ottavo giorno, dice la leggenda «l'imperatore andò alla chiesa di san Pietro, dove confessò piangendo le sue colpe. Prese poi il piccone e iniziò personalmente lo scavo per costruire la basilica e portò via sulle sue spalle dodici carichi di terra».

Sul primitivo aspetto della basilica, dopo l'mwmgeditto di Milano, sono note le descrizioni delle fonti e le informazioni relative alle successive ricostruzioni, che per un certo periodo continuarono a basarsi sulla struttura originaria.

L'originale basilica era nota, per il suo splendore e per la sua importanza, con il nome di mwnaBasilica Aurea ed era oggetto di continue e importanti donazioni da parte degli imperatori, dei papi e di altri benefattori, testimoniate nel mwnqmwngLiber pontificalis.

L'edificio era orientato secondo la direttrice mwoaest-mwoqovest tipica delle basiliche paleocristiane, con la mwogfacciata rivolta a mwowoccidente, cioè verso il mwpatramonto, e l'mwpqabside con l'mwpgaltare rivolti a mwpworiente, cioè verso l'mwqaalba, così come consigliava un testo attribuito a mwqqpapa Clemente I, nel I secolo, ma forse databile al IV secolo, il quale recitava:

«[Preghiamo Dio] che ascese sopra il cielo dei cieli verso oriente, ricordando l'antica passione per il

Paradiso

, posto a oriente, da dove il

primo uomo

, disobbedendo a Dio, persuaso dal consiglio del

serpente

, fu cacciato.»

Oriente era quindi il luogo dove si trova il mwrqParadiso e quindi Cristo, e la direzione dalla quale questi sarebbe tornato sulla terra. Nello stesso testo si recitava come il mwrgseggio del vescovo dovesse stare al centro, affiancato dai mwrwpresbiteri, e che i mwsadiaconi avessero la cura disporre in zone separate i mwsqlaici, divisi tra uomini e donne.

La primitiva basilica aveva una forma oblunga e disponeva di cinque mwswnavate fortemente digradanti in altezza, divise da mwtacolonne: la navata centrale era la più larga e più alta e si elevava sopra delle altre permettendo di aprire luminose finestre nel mwtqcleristorio. Il soffitto era coperto a mwtgcapriate, che probabilmente dovevano essere a vista. Opposta alla facciata era presente un'unica mwtwabside dove venne posta la cattedra vescovile, in analogia con le tribune allestite per le sedute solenni nelle basiliche civilicite-ref-12[12]. In fondo alle navate esisteva una navatella trasversale, il primitivo mwvatransetto, nella quale prendevano posto durante la celebrazione il mwvqvescovo, sedendo in centro, su un seggio rialzato, affiancato dai sacerdoti, disposti ai lati. Tra le navate e il transetto due possenti colonne sostenevano un grande arco detto arco trionfale.

Tra la mwvwnavata e la parte destinata all'altare venne posto il mwwafastigium, una grande struttura su quattro colonne che fu l'antecedente di tutte le strutture simili (mwwqpergule, tramezzi, mwwgiconostasi, pontili, mwwwjubé) che in seguito caratterizzarono le chiese sia in occidente sia in oriente. Le colonne in metallo dorato sorreggevano un frontone con statue d'argento e lampade d'oro, come descritto nel mwxaLiber Pontificaliscite-ref-13[13]. Verso il centro della navata si disponeva il lettore dei testi sacri, che doveva disporre di una struttura rialzata.

Già colpita nel 410 dal mwygsacco di Roma dei mwywVisigoti di mwzaAlarico, nel 455 la basilica mwzqvenne nuovamente saccheggiata dai mwzgVandali di mwzwGenserico, che la privarono di tutti i suoi tesori. La chiesa venne però restaurata e riportata al suo originario splendore da mw0apapa Leone Magno attorno al 460, venendo poi ulteriormente arricchita sotto il successore mw0qIlario, il quale vi aggiunse tre mw0goratori. In totale la basilica venne dunque a essere circondata da sette oratori, in seguito parzialmente inglobati nell'edificio, da cui nacque in seguito la tradizione di dotare le chiese di sette altari.

Declinata parallelamente al declino della città, la basilica venne restaurata da mw1apapa Adriano I alla fine dell'VIII secolo, apparendo in tutto il suo splendore in occasione della mw1qPasqua dell'anno 774, quando vi ricevette il mw1gbattesimo mw1wCarlo Magno. Nuovi interventi seguirono poi negli anni 844-847, quando mw2apapa Sergio II ricavò una mw2qconfessio sotto l'mw2galtare maggiore.

La basilica fu teatro di uno degli avvenimenti più drammatici nella storia della Chiesa cattolica: il processo a mw5qpapa Formoso, detto anche il mw5gSinodo del cadavere.

Dopo la morte di questi, nell'896, probabilmente a seguito di mw6aavvelenamento, il suo successore, mw6qStefano VI, istruì un processo contro di lui, ritenuto colpevole di essere salito al soglio pontificio grazie all'appoggio del partito filogermanico. La mw6gmummia di Formoso fu dunque riesumata dal sepolcro, abbigliata con i paramenti pontifici e collocata su un trono nella sala del concilio per rispondere a tutte le accuse che erano state avanzate da mw6wpapa Giovanni VIII. La macabra adunanza si svolse nella Basilica con i cardinali e i vescovi riuniti sotto la presidenza dello stesso Stefano VI. Il verdetto stabilì che il deceduto era stato indegno del pontificato. Tutti i suoi atti e le sue misure vennero annullati, e gli ordini da lui conferiti vennero dichiarati non validi. Le vesti papali vennero strappate dal suo corpo, le tre dita della mano destra, usate dal Papa per le consacrazioni, vennero tagliate e il cadavere fu poi trascinato per le vie di Roma e gettato nel mw7aTevere.

In quello stesso anno, un mw7gterremoto fece crollare il mw7wtetto sopra la navata centrale, danneggiando gravemente la chiesa: l'evento fu ritenuto un castigo divino nei confronti di Stefano VI. I racconti dicono che la basilica "sprofondò dall'altare alle porte" (mw8aab altari usque ad portas cecidit) e i danni furono così ampi che si rese necessaria una radicale ricostruzione.

Poche tracce rimanenti degli edifici originali possono tuttora essere identificate nelle mw8gMura aureliane, fuori mw8wPorta San Giovanni e una grande parete decorata con pitture fu trovata nel XVIII secolo all'interno della basilica stessa, dietro la cappella mw9aLancellotti. Poche altre tracce dell'edificio più vecchio vennero alla luce durante i lavori di scavo effettuati nel 1880, quando erano in corso i lavori per allargare l'abside, ma non fu scoperto niente di importante o di valore.

Età altomedievale: la seconda basilica

Il nuovo edificio, completato agli inizi del X secolo, rispettava nella loro essenza le proporzioni della basilica costantiniana. Esso venne consacrato da mw-wpapa Sergio III, il quale, nell’inaugurare anche il nuovo battistero, aggiunse alla chiesa la dedicazione a mwaqaSan Giovanni Battista. Sergio fece inoltre ornare la mwaqetribuna di mwaqimosaici, lasciando memoria della propria opera in un'elaborata mwaqmepigrafe, che venne posta al disopra della porta maggiore.

La basilica di papa Sergio era dotata di un mwaqucampanile, distrutto però da un fulmine nel 1115 e riedificato da mwaqypapa Pasquale II.

Nel XII secolo, poi, mwaqgpapa Lucio II dedicò il Palazzo del Laterano e la basilica anche a mwaqkSan Giovanni Evangelista. In seguito nel Palazzo del Laterano fu insediato un mwaqomonastero di mwaqsBenedettini.

Nel 1276 all'interno della basilica venne poi inaugurato il Monumento Annibaldi, opera di mwaq4Arnolfo di Cambio che costituì un prototipo per le tombe romane del periodo gotico.

Nel 1292, inoltre, mwarapapa Niccolò IV restaurò i mosaici absidali per opera dei mwarefrancescani fra' Giacomo di Turrita e fra' Giacomo da Camerino. Tra il 1297 e il 1300 sono inoltre forse databili i primi interventi da parte di mwarqGiotto sui cicli decorativi della basilica, nel corso del suo secondo soggiorno romano. L'apice della gloria della nuova basilica lateranense giunse comunque il 22 febbraio 1300, quando mwarupapa Bonifacio VIII vi indisse il primo mwaryGiubileo.

La decadenza cominciò però ben presto, appena nel 1305, quando, morto Bonifacio e le sue aspirazioni universalistiche, l'inizio della mwargcattività avignonese segnò l'abbandono di Roma da parte dei papi. Nella notte del 6 maggio 1308 un furioso incendio devastò la seconda basilica laterana, lasciandola scoperchiata per decennicite-ref-14[14].

Età bassomedievale: la terza basilica

Da mwasyAvignone, mwascpapa Clemente V e mwasgpapa Giovanni XXII inviarono il denaro necessario alla ricostruzione e al mantenimento della basilica, ma la chiesa non tornò più al suo splendore originario. Nel 1360, poi, la nuova chiesa venne nuovamente distrutta dal fuoco e ricostruita da mwaskpapa Urbano V.

La terza basilica continuò a mantenere la sua forma antica, essendo ancora divisa in cinque navate separate da mwasscolonne e preceduta da un ampio mwaswquadriportico di stile paleocristiano, anch'esso retto da colonne e decorato, al centro, da mwas0fontane. La facciata era abbellita da un grande mosaico su fondo d'mwas4oro raffigurante al centro il mwas8Cristo Salvatore e, nel registro inferiore, i mwataQuattro Evangelisti. Sempre sulla facciata principale si aprivano tre ampie mwatefinestre che donavano luminosità all'interno. I portici, ancora risalenti alla chiesa paleocristiana, erano mwatiaffrescati con opere probabilmente non precedenti al XII secolo, che commemoravano la mwatmflotta romana sotto mwatqVespasiano, la presa di mwatuGerusalemme, il battesimo dell'imperatore Costantino e la sua mwatymwatcdonazione alla Chiesa. A differenza dell'edificio precedente, però, Clemente fece introdurre una navata trasversale, imitata senza dubbio da quella aggiunta molto prima alla mwatgbasilica di San Paolo fuori le mura e a modello dei tipici mwatktransetti medievali.

Oltre ai portici, altre parti delle costruzioni più antiche ancora sopravvivevano, fra esse la pavimentazione mwat8cosmatesca e le statue di mwauaSan Pietro e di mwaueSan Paolo, ora nel mwauichiostro. Nel portico era poi conservata la "stercoraria", il trono di mwaummarmo rosso su cui sedevano i papi in occasione dell'incoronazione, ora conservata ai mwauqMusei Vaticani. Doveva il suo nome particolare all'antifona cantata durante l'incoronazione papale mwauuDe stercore erigens pauperem ("Sollevando il povero dal letamaio", dal mwauySalmo 112).

Nel 1349 l'edificio venne lesionato da un nuovo terremoto e quindi nuovamente attaccato dal fuoco nel 1361. mwaugPapa Urbano V affidò i restauri al mwauksenese mwauoGiovanni di Stefano, il quale eliminò parzialmente le mwaustrabeazioni interne e sostituì le colonne costantiniane con venti mwauwpilastri in mwau0laterizio, realizzando infine, con il contributo del mwau4re di Francia mwau8Carlo V il grandioso mwavaciborio, inaugurato nel 1370, nel quale furono inseriti i preziosi mwavereliquiari contenenti le mwaviteste dei Santi Pietro e Paolo. Il ciborio tutt'oggi sovrasta l'mwavmaltare maggiore, nel quale è incastonata la reliquia della mwavqtavola su cui celebrò San Pietro.

Vi si trovava poi un ciclo di affreschi, a suo tempo ammiratissimo seppure incompleto, oggi scomparso, opera di mwavoGentile da Fabriano e del mwavsPisanello, commissionato da mwavwMartino V.

Al ritorno da Avignone di mwav4papa Gregorio XI, nel 1377, i papi scelsero di spostare la loro residenza al mwav8Vaticano e il Laterano perse parte della sua importanza a vantaggio di San Pietro. Nonostante questo lo stesso Gregorio dotò la basilica di un nuovo portale, ornato da leoni, riedificando al contempo la facciata settentrionale, nella quale fece aprire un nuovo mwawarosone.

Nel 1413 la basilica lateranense venne però nuovamente danneggiata dalle truppe di mwawiLadislao I di Napoli, costringendo mwawmpapa Martino V a provvedere con grandiosi restauri, che si prolungarono sino al pontificato di mwawqEugenio IV. Nel 1421 la chiesa venne arricchita da un nuovo pavimento cosmatesco e il soffitto venne riparato, mentre mwawuGentile da Fabriano riceveva l'incarico di realizzare un nuovo ciclo di affreschi nella navata destra. Alla basilica venne annesso inoltre un nuovo mwawyconvento, addossato al muro della città, assegnato a mwawcmonaci mwawgbenedettini.

Alla fine del XVI secolo mwawopapa Sisto V fece demolire il vecchio e pericolante palazzo del mwawsPatriarchio, facendolo riedificare mwawwex novo dal suo architetto preferito, il mwaw4ticinese mwaw8Domenico Fontana. In quest'occasione fu ricostruita la facciata del transetto, fondale prospettico dell'antica mwaxavia Triumphalis rivolta verso la città, con l'edificazione di una nuova Loggia delle Benedizioni, di fronte alla quale venne ricollocato l'antico mwaxmobelisco Lateranense.

Età barocca: la quarta basilica

mwaxoPapa Innocenzo X decise il radicale rinnovo della basilica, affidandone l'opera al mwaxsBorromini. Il progetto era ambizioso e si protrasse a lungo.

Nel 1660 mwax0papa Alessandro VII fece rimuovere i portoni bronzei dell'antica mwax4mwax8Curia Iulia perché divenissero i battenti del nuovo ingresso della basilica.

I lavori edilizi si prolungarono fino al pontificato di mwayeClemente XII, quando venne realizzata infine la facciata principale, progettata da mwayiAlessandro Galilei, completata nel 1734 rimuovendo completamente le vestigia del tradizionale impianto dell'antica basilica.

Della basilica medioevale restarono visibili solo il pavimento, il ciborio e il mosaico absidale, restaurato poi da mwayqpapa Leone XIII.

Un'ulteriore campagna decorativa fu portata avanti da mwayyClemente VIII negli anni dell'ultimo mwaycmanierismo; egli fece affrescare il transetto da un gruppo di pittori (tra cui il giovanissimo mwaygMorazzone), capeggiati dal mwaykCavalier d'Arpino.

mwazaFrancesco Borromini, pur vincolato dalle preesistenze (il soffitto, opera del mwazemanierismo attribuito a mwaziDaniele da Volterra (il mwazmBraghettone) o a François Boulanger, e il pavimento mwazqcosmatesco, da lui restaurato e integrato) creò qui uno dei suoi più alti capolavori, specie nella fuga di spazi delle navate minori, caratterizzate da un uso estroso e intellettuale delle fonti luminose, dette camere di luce, espediente che permette l'illuminazione diffusa degli spazi architettonici e dallo mwazustucco bianco. Francesco Borromini racchiuse le colonne dell'antica navata centrale in nuovi pilastri, alternati ad archi e caratterizzati da un ordine colossale di mwazyparaste. Sui pilastri collocò delle nicchie dalla forma di mwazctabernacolo, riutilizzando parte delle splendide colonne in marmo verde antico che sostenevano le volte delle navate laterali. Nel secondo ordine fece in modo di alternare ai finestroni delle cornici ovali adornate dai motivi vegetali della palma, dell'alloro, della quercia e di essenze floreali, al cui interno lasciò visibili, quali reliquie, lacerti dell'antica muratura costantiniana.

Finalmente, dopo che le nicchie borrominiane erano rimaste vuote per decenni, la ricostruzione dell'interno si concluse quando, verso la fine del 1702, mwazkPapa Clemente XI e il cardinale mwazoBenedetto Pamphilj, arciprete della Basilica laterana, annunciarono la loro intenzione di dotare le nicchie di 12 monumentali sculture degli mwazsApostoli. Ogni statua sarebbe dovuta essere sponsorizzata da un illustre principe, lo stesso Papa finanziando la realizzazione della statua di Pietro e mwazwBenedetto Pamphilj quella di Giovanni l'Evangelistacite-ref-15[15]. Alla maggior parte degli scultori, reclutati fra quelli più in vista nella tardo-barocca Roma di quel tempo, furono dati schizzi eseguiti da mwaaeCarlo Maratta, il pittore preferito dal Papa Clemente XI, come traccia per le loro realizzazioni scultoree. Unica notevole eccezione fu quella di mwaaiPierre Le Gros che si rifiutò di avere a che fare con gli schizzi di Maratta e che con successo perseguì la propria vena creativa. Questi sono gli abbinamenti artisti / opere secondo Conforticite-ref-16[16]:


Paolo (1704-08) Pietro (1704-11)

Francesco Moratti

Simone Zelota (1704-09)

Lorenzo Ottoni

Giuda Taddeo (1704-09)

Giuseppe Mazzuoli

Filippo (1705-11)


Tommaso (1705-11) Bartolomeo (c. 1705-12)




Andrea (1705-09) Giovanni evangelista (1705-11) Matteo (1711-15) Giacomo il Maggiore (1715-18)

Negli spazi tra una finestra e l'altra Papa Clemente XI fece inoltre eseguire una serie di ovali con mwagmmwagqProfeti a un gruppo di pittori tra cui mwaguFrancesco Trevisani, mwagyGiovanni Odazzi, mwagcSebastiano Conca, mwaggGiuseppe Bartolomeo Chiari, mwagkBenedetto Luti, mwagoLuigi Garzi.

La facciata fu invece progettata da mwahkAlessandro Galilei (1735), dopo un concorso che lo vide primeggiare, per essere conterraneo del papa fiorentino mwahoClemente XII mwahsCorsini su architetti ben più celebri di lui (come mwahwLuigi Vanvitelli, mwah0Nicola Salvi, autore della mwah4Fontana di Trevi, mwah8Ferdinando Fuga, e mwaiaLudovico Rusconi Sassi), e dopo che mwaieFilippo Juvarra fu invitato a partecipare al confronto solo come giudice. Tuttavia l'opera del Galilei ha il merito di allontanarsi da un repertorio barocco ormai esaurito e di avvicinarsi ai nuovi dettami dell'architettura classica. La facciata, tra le più suggestive di Roma, si presenta come uno schermo davanti all'originaria basilica, generando così un mwaiinartece o mwaimvestibolo che, rapportato alla navata centrale e alle due navate laterali, ha richiesto una parte centrale più larga del resto. Galilei ha allargato la finestra centrale fiancheggiandola con due colonnine che sostengono l'arco, secondo lo schema della familiare mwaiqfinestra Palladiana. Portando la parte centrale un po' in avanti e ricoprendola con un frontone che si rompe nella balaustra del tetto, Galilei fornisce una porta d'entrata su una scala più che colossale, incorniciata da colossali pilastri di mwaiuordine composito accoppiati, che lega la facciata nel modo introdotto da mwaiyMichelangelo nel mwaicPalazzo Senatorio.

Più avanti, sempre nel XVIII secolo, si segnalano i progetti monumentali (al limite dell'utopia) di mwaikGiovanni Battista Piranesi per un nuovo, grandioso presbiterio, eseguiti per conto di mwaioClemente XIII, mai posti in opera.

Fino al XIX secolo tutti i Papi furono incoronati in Laterano, ma dopo la mwaiwbreccia di Porta Pia l'usanza cadde in abbandono.

Alla fine del XIX secolo, dopo che un avveniristico progetto di traslazione di Andrea Busiri Vici non poté esser messo in opera in ragione dei costi elevati che avrebbe comportato, l'abside antica fu abbattuta per volontà di Leone XIII e ricostruita in posizione diversa per ospitare un nuovo coro, turbando così la spazialità della basilica.

Il 28 luglio 1993 l'entrata laterale e parte della facciata del palazzo furono danneggiati gravemente da un mwai8attentato dinamitardo di stampo mafioso: esplose un'mwajaautobomba posta tra il transetto e il Palazzo Lateranense. Anche se la statica della facciata fu danneggiata, fu possibile riparare i danni rapidamente. La stessa notte un secondo ordigno colpì anche la chiesa di mwajeSan Giorgio al Velabro

L'aspetto odierno della basilica

La facciata principale

La facciata principale, costruita nel 1732 secondo il progetto di mwakeAlessandro Galilei, è costituita da un lungo atrio e da un arioso loggiato che si innesta sopra a quest'ultimo. L'atrio, che ricalca lo stile, seppur in forme più semplici, di quello di San Pietro in Vaticano, custodisce, in una nicchia quadrangolare posta all'estremità sinistra, una statua di epoca romana raffigurante mwakiCostantino I. La porta centrale della basilica proviene dalla mwakmCuria Iulia (antica sede del mwakqSenato romano) e fu realizzata nel mwakuIV secolo d.C., dopo l'incendio del mwaky283 d.C. durante il regno dell'imperatore mwakcDiocleziano, già chiesa di Sant'Adriano, ed è stata riadattata dal mwakgBorromini per la chiesa. Sulla sommità della facciata si trova un gruppo marmoreo raffigurante Cristo con la croce tra alcuni santi vescovi della Chiesa d'Oriente e di quella d'Occidente. Nel timpano si trova un mosaico proveniente dalla basilica paleocristiana raffigurante Gesù.

La facciata settentrionale

La facciata del transetto nord, inquadrata tra due campanili medioevali dell'epoca di mwaksPio IV, è preceduta da un ampio portico con loggiato, opera di mwakwDomenico Fontana. Sul soffitto del portico e su quello della loggia si trovano degli affreschi eseguiti sotto mwak0Sisto V raffiguranti Angeli e Santi. In fondo sulla destra, in una nicchia chiusa da un cancello, si trova la statua bronzea di mwak4Enrico IV di Francia.

Le navate e le cappelle

La basilica di San Giovanni ha cinque navate. Mentre quella centrale ha il soffitto a cassettoni e le due limitrofe a piccole cupolette, le navatelle estreme hanno il soffitto piatto e sono divise in campate quadrate e rettangolari da lesene. Nella navata centrale, in alcune nicchie ricavate nei pilastri, si trovano le statue dei dodici Apostoli, inserite nella basilica con gli interventi del Borromini, opere di vari artisti tra cui mwaleCamillo Rusconi, mwaliPierre Legros e mwalmAngelo De Rossi. Negli spazi tra una finestra e l'altra ci sono dei tondi dipinti raffiguranti i Profeti. La pavimentazione è quella cosmatesca della basilica medievale.

Lungo le navate laterali estreme si apre una serie di cappelle. Quelle più importanti della navatella destra sono la cappella (1729) degli Orsini duchi di Gravina, la cappella Massimo, la cappella mwaluTorlonia e la cappella Casati: qui si trovano le tombe del cardinale lombardo Conte Casati (scomparso in Roma nel 1288) e quella di un suo discendente don Agostino Casati (1739-1820), il Conte della storica dinastia di mwalyMilano e mwalcMuggiò, zio di mwalgGabrio Casati (1798-1873); mentre la più importante della navatella sinistra è la cappella Corsini, a pianta centrale con cupola, contenente i sepolcri di mwalkClemente XII (al secolo Lorenzo Corsini), del cardinale mwaloNeri Maria Corsini e del mwalscardinale Andrea Corsini.

Le decorazioni di contorno in stucco sono opera dello scultore messinese mwal0Simone Martinez e del figlio Francesco, autore delle due mwal4Beatitudini in marcato altorilievo poste ai lati della finestra della parete sinistra, sopra la statua di mwal8papa Clemente XII, e i modelli delle teste di cherubino e dei due angeli reggenti lo stemma dei Corsini che ornano la cancellata, sono anch'essi opera del Martinez. Nella cappella è inoltre conservata la struggente mwamaPietà marmorea di Antonio Montauti, datata 1733 e considerata il capolavoro dello scultore barocco.

Il transetto nord e il transetto sud

Il transetto nord della basilica ospita nella controfacciata l'enorme organo cinquecentesco di Luca Biagi decorato da mwamwGiovan Battista Montano. Questo è costituito da tre trifore contenenti ciascuna una serie di canne in metallo, di cui alcune tortili. Adiacente all'abside è la cappella Colonna o del S. Salvatore detta del Coro, realizzata da mwam0Girolamo Rainaldi (1606-10)cite-ref-17[17] su commissione del cardinale mwaniAscanio in sostituzione del precedente altare dedicato alla Maddalena di cui godevano il iuspatronato, dove sono sepolti alcuni dei cardinali della famiglia. Nel transetto sud, invece, c'è l'altare maggiore, o del S.S. Sacramento, avente un ciborio barocco con pietre preziose. Sopra il ciborio si trova il reliquiario della mensa su cui Gesù consumò l'Ultima Cena. Questo, raffigurante proprio il suddetto avvenimento, è opera di Ambrogio Buonvicino e di Orazio Censore. Sopra si trova l'affresco raffigurante l'Ascensione, opera del mwanmCavalier d'Arpino.

L'altare papale e la confessione

L'altare papale si trova nella mwanycrociera ed è sormontato dal monumentale mwancciborio mwanggotico, opera dell'architetto Giovanni di Stefano. Sopra la volta che copre l'area riservata all'altare, chiusa da una fitta grata in oro, si trovano i reliquiari delle teste dei S.S. Pietro e Paolo. I reliquiari sono del 1804 e sostituiscono quelli andati trafugati nel 1799 e che erano stati realizzati da mwankGiovanni di Bartolo. Lungo il cornicione esterno che divide la cella delle reliquie e lo spazio dell'altare, ci sono degli affreschi raffiguranti Santi e la Crocifissione, il Buon Pastore, la Madonna in trono col Bambino e l'Incoronazione di Maria.

Davanti all'altare si apre la confessione, fatta realizzare per volontà di mwanspapa Pio IX nel 1851 su progetto di Filippo Martinucci, in concomitanza con i lavori di rifacimento dell'altare papale diretti dallo stesso Martinucci. Essa è ornata con marmi policromi e delimitata da una balaustra in ferro battuto dorato in mwanwstile neogotico; nel medesimo stile è anche l'ampia fenestella confessionis, posta in asse con l'altare.cite-ref-18[18]

L'abside e il coro di Leone XIII

Tra il 1880 e il 1886 mwaomPapa Leone XIII (1878-1903) fece ampliare abside della basilica, distruggendo quella con deambulatorio fatta erigere da mwaoqNiccolò IV (1288-1292) alla fine del XIII secolo. L'abside attuale, progettata inizialmente da mwaouVirginio Vespignani e portata a termine dopo la sua morte dal figlio Francesco, è preceduta da un nuovo ambiente destinato ad accogliere il coro. Il nuovo coro, fastosamente decorato da affreschi, stucchi e marmi policromi, contiene sei cantorie, tre per lato, con parte delle canne dell'organo della basilica. Nel catino dell'abside c'è l'enorme mosaico del XIII secolo raffigurante la Vergine che presenta il committente Niccolò IV inginocchiato, San Paolo, San Pietro, mwaoySan Francesco d'Assisi, San Giovanni Battista, mwaocSant'Antonio di Padova, San Giovanni Evangelista e Sant'Andrea. Al centro del mosaico si trovano la Croce di Cristo e la mwaogcolomba dello Spirito Santo. Cristo è raffigurato con la mwaokGerusalemme celeste: i quattro fiumi che sgorgano dalla croce gemmata al centro rappresentano i Vangeli, le pecore e i cervi che si dissetano rappresentano i fedeli.cite-ref-19[19] Il mosaico era stato eseguito da mwao4Jacopo Torriti e Jacopo da Camerino, che avevano incluso in esso una più antica immagine del Salvatore. Quello attuale non è che un rifacimento realizzato dai mosaicisti di Leone XIII, che riutilizzarono soltanto le mwao8tessere musive dorate dello sfondo. I lavori promossi da Leone XIII sono ricordati da un'iscrizione mwapamusiva, che corre al di sotto delle finestre gotiche. In fondo all'abside si trova la cattedra papale, riproduzione ottocentesca di quella cosmatesca ora visibile nel chiostro, che è decorata con marmi policromi vari e con bassorilievi.

La Tabula Magna Lateranensis

La mwargmwarkTabula Magna Lateranensis è una lapide in mwaromosaico con iscrizione in mwarslatino a lettere dorate su fondo nero, risalente al XIII secolo. È collocata sul lato sinistro della porta della mwarwsacrestia della basilica lateranense. La lapide elenca le reliquie che, all'epoca, erano custodite nella basilica e nel mwar0Sancta Sanctorum, la cappella privata dei papi situata nel vicino complesso del Laterano.

Sull'altro lato della stessa porta si trova una seconda lapide di aspetto simile, che documenta interventi architettonici compiuti sulla basilica nel IX secolo. Nel XIX secolo, su questa seconda lapide è stata erroneamente applicata una piccola targa superiore con la scritta "Tabula Magna Lateranensis".

Il complesso architettonico del Laterano

Palazzo del Laterano

Accanto alla Basilica è situato il mwatyPalazzo del Laterano, eretto sul finire del XVI secolo da mwatcpapa Sisto V al posto dell'antico mwatgPatriarchio, cioè l'antico palazzo patriarcale dei Papi, danneggiato da un incendio nel XIV secolo e ormai pericolante, che era stato, fino al 1309, loro residenza ufficiale. L'attuale edificio, molto più piccolo del precedente, fu progettato da mwatoDomenico Fontana, che si ispirò all'architettura di mwatsPalazzo Farnese, e dal 1586 il ricostruito Palazzo del Laterano venne usato nuovamente come residenza estiva, anche se in genere gli venne preferito il mwatwPalazzo del Quirinale.

Il palazzo del Laterano ospita il mwaumVicariato della città di Roma, una delle due articolazioni su cui è strutturata la mwauqdiocesi papale, competente per tutte le attività diocesane riguardanti la città e il territorio esterno alla mwauuCittà Leonina. All'interno vi è inoltre una sezione del mwauyMuseo Storico Vaticano, che comprende l'appartamento pontificio (con la sala della Conciliazione, nella quale vennero firmati i Patti Lateranensi l'11 febbraio 1929) e alcune sale dedicate all'iconografia papale. I vecchi Musei Lateranensi (Gregoriano Profano, Pio Cristiano e Missionario Etnologico) sono stati trasferiti in Vaticano.

San Salvatore alla Scala Santa

Con la costruzione del nuovo palazzo, i resti dell'antico mwau8Patriarchio vennero traslati in un nuovo edificio, detto di San Salvatore alla Scala Santa o, più semplicemente, mwavamwaveScala Santa, per la particolarità di contenere quella che è ritenuta dai devoti la scala del mwavipretorio di mwavmGerusalemme, dove mwavqPonzio Pilato giudicò Gesù. La scala venne portata a Roma da mwavuFlavia Giulia Elena, madre di Costantino. Dai devoti è considerata il Santuario per eccellenza della mwavyPassione di Gesù.cite-ref-vatican-news-20-0[20]

Sulla cima della scala si trova la mwavwcappella detta mwav0mwav4Sancta Sanctorum che conserva alcune tra le più importanti mwav8reliquie cristiane.

Nel XVI secolo mwawepapa Sisto V commissionò ad almeno 12 pittori diversi l'affrescatura delle pareti e della volta circostanti. La superficie complessivamente dipinta nel santuario è di 1700 metri quadrati: sono presenti una mwawimwawmBiblia Pauperum e 33 affreschi relativi alla Passione di Cristo.cite-ref-vatican-news-20-1[20]

Chiostro lateranense

Dall'interno della basilica si accede anche al mwaw8chiostro (opera dei più celebri mwaxamaestri cosmateschi romani). Nel chiostro, oltre ad alcune testimonianze dell'antico Patriarchio, sono visibili opere di mwaxeArnolfo di Cambio e di altri artisti.

Il chiostro è legato all'esistenza mwaxmin loco di un grande mwaxqmonastero mwaxubenedettino racchiuso tra la mura aureliane, il Patriarchio e la basilica, nel quale abitava la comunità dei monaci addetti ai servizi nella basilica. L'unica parte che ancora rimane del grande complesso monastico è per l'appunto il chiostro, circondato da graziose mwaxycolonne di mwaxcmarmo intarsiato. Sono di uno stile intermedio fra il mwaxgromanico vero e proprio e quello mwaxkgotico, opera di stile mwaxocosmatesco dei mwaxsVassalletto, famosa famiglia di marmorari romani, databile all'inizio del XIII secolo. Con i suoi 36 metri di lato è il più grande chiostro di Roma.

Battistero lateranense

Il mwayabattistero del Laterano, con la sua pianta ottagonale, si leva separato dalla basilica. È stato fondato da mwayepapa Sisto III, forse su una struttura precedente, dato che una leggenda dice che mwayiCostantino I fosse stato battezzato là e avesse arricchito la struttura; in realtà fu battezzato in oriente, da un vescovo mwaymariano. Questo Battistero è stato per molte generazioni l'unico Battistero a Roma e la sua struttura ottagonale, concentrata sul grande bacino per le immersioni complete, ha fornito un modello per altri battisteri per tutta l'Italia e perfino il motivo iconico per la cosiddetta "mwayqFontana della Vita" dei mwayumanoscritti miniati.

Triclinio Leonino

Un'mwazaabside decorata con mosaici e aperta all'aria, situata accanto a San Salvatore della Scala Santa, costituisce l'ultimo resto dell'antico mwaziPatriarchio. Si tratta di quanto rimane di una delle più grandi sale del palazzo antico, il mwazmmwazqtriclinium fatto erigere da mwazupapa Leone III come sala per i banchetti di Stato. La struttura attuale non è antica, ma è possibile che alcune parti dei mosaici originali siano state conservate in un mosaico in tre parti: nel centro mwazyCristo affida agli mwazcApostoli la loro missione, a sinistra consegna le chiavi a san Silvestro e il Labaro a Costantino, mentre sulla destra san Pietro dà la stola a Leone III e le insegne a mwazgCarlo Magno.

Piazza di San Giovanni in Laterano

La piazza davanti al Palazzo Laterano ospita un mwa0eobelisco di mwa0igranito rosso alto più di 32 m, forse il più grande esistente. L'obelisco fu realizzato all'epoca dei faraoni mwa0mThutmose III e mwa0qThutmose IV (XV secolo a.C.) e proveniente dal tempio di mwa0uAmmone a mwa0yTebe (mwa0cKarnak) in mwa0gEgitto. Fu portato a Roma dall'imperatore mwa0kCostanzo II nel 357 e collocato sulla spina del mwa0oCirco Massimo, dove già si trovava l'obelisco Flaminio. Fu ritrovato rotto in tre pezzi nel 1587, insieme all'obelisco Flaminio, e fu eretto nel 1588 dall'architetto mwa0sDomenico Fontana per volontà di papa Sisto V nella piazza San Giovanni.

Nel 1929 i mwa1uPatti Lateranensi assicurarono la sovranità alla mwa1yCittà del Vaticano, e lo status extraterritoriale al Laterano e a mwa1cCastel Gandolfo, come possedimenti della mwa1gSanta Sede.

Dal 1990 in Piazza di San Giovanni in Laterano è nata una nuova "tradizione" quella del mwa1oConcerto del Primo Maggio: nella piazza antistante la Basilica il mwa1sPrimo Maggio viene organizzato dai sindacati confederali mwa1wCGIL, mwa10CISL e mwa14UIL un grande mwa18concerto, al quale partecipano molti tra i più importanti cantanti e musicisti italiani e internazionali, in onore della festa dei lavoratori. Questo concerto raccoglie ogni anno numerosi giovani che accorrono da tutta Italiacite-ref-21[21]cite-ref-22[22].

Nel 15 ottobre 2000, una lapide commemorativa in onore delle vittime della miseria è stata posta sul sagrato della basilica. Riproduce l'originale inaugurato sul Sagrato delle Libertà e dei Diritti dell'Uomo, al Trocadero a Parigi, il 17 ottobre 1987, da mwa2kpadre Joseph Wresinski, fondatore del Movimento Internazionale ATD Quarto Mondo, alla presenza di mwa2o100 000 difensori dei diritti dell'Uomo di tutti Paesi, condizioni e origini. Nel 1992, il 17 ottobre fu proclamato Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria dalle mwa2sNazioni unite, e si celebra ormai ogni anno in tutto il mondo. Il testo della lapide proclama:

mwa3i"I difensori dei diritti dell'Uomo e del Cittadino di tutti i paesi si sono riuniti su questo sagrato. Hanno reso omaggio alle vittime della fame, dell'ignoranza e della violenza. Hanno sostenuto di essere convinti che la miseria non è fatale. Hanno proclamato la loro solidarietà con coloro che in tutto il mondo lottano per distruggerla".

mwa3q "Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti dell'uomo sono violati. Unirsi per farli rispettare è un dovere sacro. Padre Joseph Wresinski, Parigi, 17 ottobre 1987".

mwa3y "Mai più discriminazioni, esclusioni, oppressioni, disprezzo dei poveri e degli ultimi. Giovanni Paolo II, Roma, 12 marzo 2000".

Liturgie e tradizioni di san Giovanni in Laterano

Nel mwa34calendario liturgico della mwa38Chiesa cattolica, la festa della mwa4adedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano è il 9 novembre.

Come sede vescovile di Roma, san Giovanni ospita grandi mwa4iliturgie, ed era anticamente meta delle principali processioni della Roma papalina. Proprio in funzione di tutto ciò mwa4mpapa Gregorio XIII aprì alla fine del Cinquecento la via Merulana, poi prolungata da mwa4qSisto V per offrire un adeguato scenario a processioni e cortei pontifici tra la mwa4ubasilica di Santa Maria Maggiore, la basilica di San Giovanni in Laterano, la mwa4yScala Santa e la mwa4cbasilica di Santa Croce in Gerusalemme. Di queste grandi e frequenti processioni sussiste ancora solo quella del mwa4gCorpus Domini, ripristinata da mwa4kPapa Giovanni Paolo II.

La festa popolare di san Giovanni, tuttavia, era quella del 24 giugno, solennità della Natività di mwa4sSan Giovanni Battista, festa romana, carica di tutte le tradizioni popolari legate al mwa4wsolstizio d'estate: le mwa40streghe, che si raccoglievano di notte sui prati davanti alla basilica, lasciavano il posto di giorno a scampagnate, bancarelle, gran bevute e gran mangiate di lumache, stornelli, pacificazioni e risse d'osteria.

La presa di possesso del Laterano

Alla presentazione del nuovo pontefice, eseguita attraverso il tradizionale annuncio dell'mwa5aHabemus Papam, segue, solitamente dopo pochi giorni la solenne cerimonia d'imposizione del pallio nella mwa5ebasilica di San Pietro in Vaticano, che avvia il complesso delle cerimonie di insediamento, che comprendono, nei giorni successivi, le visite alle mwa5ibasiliche papali di mwa5mSan Paolo fuori le mura e mwa5qSanta Maria Maggiore e che si concludono con la solenne cerimonia di mwa5upresa di possessocite-ref-23[23] della mwa5ocathedra episcopalis in quanto mwa5svescovo di Roma.

Per secoli, una delle principali caratteristiche della presa di possesso del Laterano era la solenne mwa50cavalcata papale con cui il Pontefice, partendo dai mwa54Sacri Palazzi del mwa58Vaticano o del mwa6aQuirinale, attraversando in mwa6eprocessione tutto il centro di Roma, raggiungeva solennemente a dorso di una mwa6imula bianca la Cattedrale del Laterano.

Protocanonico onorario del capitolo lateranense

Tale titolo onorario ha origini nel XVI secolo, risale a mwa6uEnrico IV, re di Francia mwa6ycalvinista convertitosi al mwa6ccattolicesimo, che garantì la libertà religiosa ai protestanti con l'mwa6geditto di Nantes del 1598, senza dimenticare di fare importanti donazioni alla basilica lateranense.

Da allora i re di Francia, e successivamente i mwa6opresidenti della Repubblica francese, vengono insigniti di questo titolo.

Arcipreti della Basilica di San Giovanni in Laterano

Cardinale Bernardo, C.R.S. Frediano di Lucca (1152 - dicembre 1158 nominato cardinale-vescovo di Porto-Santa Rufina)
• Cardinale Gerardo Bianchi (circa 1299 - 1º marzo 1302 deceduto)
• Cardinale Pietro Valeriano Duraguerra (1302 - 17 dicembre 1302 deceduto)
• Cardinale Pietro Colonna (1306 - 1326 deceduto)
• Cardinale Bertrand de Montfavès (1326 - 1º dicembre 1342 deceduto)
• Cardinale Giovanni Colonna (1342 - 3 luglio 1348 deceduto)
• Cardinale Pierre Roger de Beaufort (1348 - 30 dicembre 1370 eletto papa)
• Cardinale Anglico de Grimoard, C.R.S.A. (1370 - 13 aprile 1388 deceduto)
• Cardinale Pietro Tomacelli (1388 - 2 novembre 1389 eletto papa)
• Cardinale Francesco Carbone, O. Cist. (1389 - 18 giugno 1405 deceduto)
• Cardinale Antonio Caetani (luglio 1405 - 11 gennaio 1412 deceduto)
• Cardinale Oddone Colonna (1412 - 11 novembre 1417 eletto papa)
Pseudocardinale Alamanno Adimari (1418 - 17 settembre 1422 deceduto)
• Pseudocardinale Guillaume Fillastre (1422 - 6 novembre 1428 deceduto)
• Cardinale Alfonso Carrillo de Albornoz (1428 - 14 marzo 1434 deceduto)
• Pseudocardinale Lucido Conti (1434 - 9 settembre 1437 deceduto)
• Cardinale Angelotto Fosco (1437 - 12 settembre 1444 deceduto)
• Cardinale Antão Martins de Chaves (1444 - 6 luglio 1447 deceduto)
• Cardinale Domenico Capranica (1447 - 14 agosto 1458 deceduto)
• Cardinale Prospero Colonna (1458 - 24 marzo 1463 deceduto)
• Cardinale Latino Orsini (1463 - 11 agosto 1477 deceduto)
• Cardinale Giuliano della Rovere, O.F.M. (agosto 1477 - 1º novembre 1503 eletto papa)
• Cardinale Giovanni Colonna (novembre 1503 - 26 settembre 1508 deceduto)
• Cardinale Alessandro Farnese (ottobre 1508 - 13 ottobre 1534 eletto papa)
• Cardinale Giovanni Domenico De Cupis (1535 - 10 dicembre 1553 deceduto)
• Cardinale Ranuccio Farnese, O.S.Io.Hier. (1553 - 29 ottobre 1565 deceduto)
• Cardinale Mark Sittich von Hohenems (1561 - 15 febbraio 1595 deceduto)
• Cardinale Ascanio Colonna (1595 - 17 maggio 1608 deceduto)
• Cardinale Scipione Caffarelli-Borghese (maggio 1608 - 2 ottobre 1623 nominato arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano)
• Cardinale Giambattista Leni (1623 - 3 novembre 1627 deceduto)
• Cardinale Francesco Barberini (1627 - 1628 nominato arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano)
• Cardinale Girolamo Colonna (1628 - 4 settembre 1666 deceduto)
• Cardinale Flavio Chigi (1666 - 13 settembre 1693 deceduto)
• Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni (1693 - 29 giugno 1698 deceduto)
• Cardinale Fabrizio Spada (1698 - 1699 dimesso)
• Cardinale Benedetto Pamphilj, O.S.Io. Hier. (20 aprile 1699 - 22 marzo 1730 deceduto)
• Cardinale Pietro Ottoboni (1730 - 29 febbraio 1740 deceduto)
• Cardinale Neri Maria Corsini (1740 - 6 dicembre 1770 deceduto)
• Cardinale Mario Compagnoni Marefoschi (1771 - 23 dicembre 1780 deceduto)
• Cardinale Carlo Rezzonico (1780 - 1781 dimesso)
• Cardinale Francesco Saverio de Zelada (1781 - 19 dicembre 1801 deceduto)
• Cardinale Leonardo Antonelli (1801 - 23 gennaio 1811 deceduto)
• Cardinale Giulio Maria della Somaglia (1811 - 2 aprile 1830 deceduto)
• Cardinale Bartolomeo Pacca (5 luglio 1830 - 19 aprile 1844)
• Cardinale Benedetto Colonna Barberini di Sciarra (28 aprile 1844 - 10 aprile 1863 deceduto)
• Cardinale Lodovico Altieri (8 marzo 1863 - 11 agosto 1867 deceduto)
• Cardinale Costantino Patrizi Naro (21 settembre 1867 - 17 dicembre 1876 deceduto)
• Cardinale Flavio Chigi (24 dicembre 1876 - 15 febbraio 1885 deceduto)
• Cardinale Raffaele Monaco La Valletta (4 marzo 1885 - 14 luglio 1896 deceduto)
• Cardinale Francesco Satolli (16 dicembre 1896 - 8 gennaio 1910 deceduto)
• Cardinale Pietro Respighi (10 gennaio 1910 - 22 marzo 1913 deceduto)
• Cardinale Domenico Ferrata (7 aprile 1913 - 10 ottobre 1914 deceduto)
• Cardinale Basilio Pompilj (28 ottobre 1914 - 5 maggio 1931 deceduto)
• Cardinale Francesco Marchetti Selvaggiani (26 agosto 1931 - 13 gennaio 1951 deceduto)
• Cardinale Benedetto Aloisi Masella (27 ottobre 1954 - 30 settembre 1970 deceduto)
• Cardinale Angelo Dell'Acqua, O.SS.C.A. (7 novembre 1970 - 27 agosto 1972 deceduto)
• Cardinale Ugo Poletti (26 marzo 1973 - 17 gennaio 1991 nominato arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore)

• Cardinale Camillo Ruini (17 gennaio 1991 - 1º luglio 1991 nominato arciprete) (pro-arciprete)

• Cardinale Camillo Ruini (1º luglio 1991 - 27 giugno 2008 ritirato)
• Cardinale Agostino Vallini (27 giugno 2008 - 26 maggio 2017 ritirato)
• Cardinale Angelo De Donatis (26 maggio 2017 - 6 aprile 2024 nominato penitenziere maggiore)
• Cardinale Baldassare Reina, dal 25 ottobre 2024

Chiese affiliate all'Arcibasilica Lateranense

• Beata Vergine del Soccorso nel Borgo di S.Pietro - mwa7aBologna (BO) (Santuario)
• Madonna della Guardia - S. Giovanni in Carico (FR) (Santuario)
• Madonna della Pioggia - Bologna (BO) (Santuario)
• S. Giorgio martire - Gozo (Malta) (Basilica)
• S. Maria del Suffragio - Fano (Confraternita)
• S. Maria in Criptula - Toffia (RI) (Chiesa)
• S. Maria Maddalena e del SS.mo Crocifisso - Novi Ligure (AL) (Confraternita)
• S. Pietro in Lognola - Monghidoro (BO) (Chiesa)
• Ss. Giovanni Battista ed Evangelista, Reale Arciconfraternita dei Cavalieri di Malta ad honorem - Catanzaro (CZ)
• Ss. Trinità - Polistena (RC) (Chiesa)

Chiese affiliate con vincolo particolare

• 1) Abbazia S.Pietro in Valle - mwa70Ferentillo (TR)
• 2) Abbazia Benedettina St. Pierre - mwa78Clairac (Francia)
• 3) Madonna del Divino Amore - mwa8eRoma (Santuario)
• 4) Oratorio dell'Arciconfraternita Lateranense del Ss.mo Sacramento alla Scala Santa - mwa8mRoma
• 5) S. Cesareo in Palatio - Roma (Chiesa Rettoria)
• 6) S. Giovanni a Porta Latina - mwa8yRoma (Chiesa Rettoria)
• 7) S. Giovanni Battista all'Osteria del Curato - mwa8gRoma (Chiesa Rettoria)
• 8) S. Lorenzo in Palatio (alla Scala Santa) - mwa8oRoma (Chiesa Rettoria)
• 9) Ss. Marcellino e Pietro a Duas Lauros - mwa8wRoma (Parrocchia)
• 10) mwa84Chiesa Madre - Arcipretura, in mwa88San Cataldo (Parrocchia)
• 11) SS.mo Salvatore e Santi Apostoli Pietro e Paolo - mwa9eCefalù (Basilica Cattedrale)

Sommi pontefici sepolti in San Giovanni in Laterano

Ventidue mwa9qpapi sono stati inumati nella basilica di San Giovanni in Laterano:

Silvestro IIcite-ref-tp-24-0[24]
Pasquale IIcite-ref-tp-24-1[24]
Callisto IIcite-ref-tp-24-2[24]
Onorio IIcite-ref-tp-24-3[24]
Celestino IIcite-ref-tp-24-4[24]
Lucio IIcite-ref-tp-24-5[24]
Eugenio IIIcite-ref-tp-24-6[24]
Anastasio IVcite-ref-tp-24-7[24]
Alessandro IIIcite-ref-tp-24-8[24]
Clemente IIIcite-ref-tp-24-9[24]
Celestino IIIcite-ref-tp-24-10[24]
Innocenzo IIIcite-ref-tp-24-11[24]
Beato Innocenzo Vcite-ref-tp-24-12[24]
Martino Vcite-ref-tp-24-13[24]
Clemente XIIcite-ref-tp-24-14[24]
Leone XIIIcite-ref-tp-24-15[24]

La tomba di papa Silvestro II

Tra le varie sepolture papali vi è una piuttosto nascosta che presenta una storia singolare: la tomba di mwbbgSilvestro II, uomo di grande sapienza al quale nel Medioevo si aggiunse una sinistra fama di magocite-ref-25[25]cite-ref-26[26].

Si dice che la tomba originale, erettagli da mwbcipapa Sergio IV, si inumidiva quando si avvicinava la morte di un cardinale, mentre trasudava acqua quando un papa si avvicinava alla morte. Questo fino al 1684, quando, per volere di mwbcmpapa Innocenzo XI, venne aperta per un'ispezione e le spoglie del papa, trovate intatte, si dissolsero al contatto con l'aria. Una parte dell'iscrizione sulla tomba di Gerbertocite-ref-27[27] recita mwbcgIste locus Silvestris membra sepulti venturo Domino conferet ad sonitum ("Questo luogo, all'arrivo del Signore, renderà al suono dell'ultima tromba i resti sepolti di Silvestro II"): la traduzione erronea di mwbckconferet ad sonitum con "emetterà un suono" diede adito alla curiosa leggenda che le sue ossa sbatacchino subito prima della morte di un papa.

Il secondo sepolcro venne innalzato da mwbcsFrancesco Borromini; la tomba attuale venne eretta nel 1910, a seguito della distruzione di quella borrominiana, su progetto dell'architetto Gzila Nalder.

Collegamenti

È raggiungibile dalla stazione

San Giovanni

.

È raggiungibile dalle stazioni

San Giovanni

e

Porta Metronia

.

mwbdi 3 mwbdq mwbdu mwbdy mwbdcTram linea 3 - Fermata Porta S. Giovanni/Carlo Felice

Omaggi

Numerosi francobolli sono stati dedicati alla basilica: la facciata compare in emissioni della Città del Vaticano del 1949cite-ref-28[28], del 1993cite-ref-29[29], del 1996cite-ref-30[30] e del 2000cite-ref-31[31]; analogo soggetto si riscontra in un francobollo da 15 centesimi emesso dalle Poste Italiane nel 1924cite-ref-32[32]. La facciata del transetto nord con la loggia delle benedizioni e i due campanili compare in un'emissione della Repubblica di San Marino del 2000cite-ref-33[33]. L'organo di Luca Biagi, infine, appare in un francobollo della Città del Vaticano del 2014cite-ref-34[34].

Note

cite-note-11. mwbfwmwbf0mwbf4Arcibasilica papale San Giovanni in Laterano, su mwbf8vatican.va. mwbgaURL consultato il 10 novembre 2020.
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Collegamenti esterni

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